Abruzzo food

    Terra di cultura e sapori........
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    ABRUZZO FOOD

    Il cibo e' cultura

    Formaggio Fritto

    Formaggio Fritto

    Timballo Teramano

    Timballo Teramano

    Pecora alla callara

    Pecora alla callara

    Porchetta Italica

    Porchetta Italica

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    Montepulciano D'Abruzzo

    L'uva Montepulciano è presente in Abruzzo da tempo immemore, ma solamente dal XVII secolo si inizia a chiamare quest'uva con il nome attuale.

    L'origine dell'uva sembra essere comune alle altre tipologie a bacca nera del meridione, tutte chiaramente derivanti dalla Grecia. Nei secoli rimarrà l'apprezzamento che ne ebbe il condottiero cartaginese Annibale, che tenne sotto scacco Roma per molti anni, rinvigorendo uomini e cavalli con il vino prodotto nel territorio degli Aprutzi. Da più di due secoli va avanti la disputa sulla paternità del nome "montepulciano", conteso tra gli abruzzesi e i viticoltori di Montepulciano (SI). La confusione fu dovuta alla similitudine di alcune caratteristiche ampelografiche ed alla capacità di produrre vini simili, anche se il montepulciano primutico (primaticcio o anche precoce) risultò essere il prugnolo gentile, clone del sangiovese grosso, mentre invece l'uva degli Abruzzi era tardiva rispetto a quella toscana e dava vini decisamente più strutturati, longevi e carichi di profumi e colore. La confusione venne a crearsi nella Baronia di Carapelle, tenuta de' Medici in Abruzzo, areale nel quale vennero importate le prime tecniche viticole ed enologiche evolute dalla Toscana in Abruzzo.    continua.......

    Se beviamo con temperanza e in piccoli sorsi il vino stilla nei nostri polmoni
    come la più dolce rugiada del mattino

     

    L’Alimentazione dei contadini, dei pastori e dei briganti

    l mondo agro-pastorale Abruzzese spesso è stato idealizzato con miti e leggende e rappresentato da pittori e poeti con immagini bucoliche o liriche struggenti. In uno scritto del 1906 il D’Orazio fa un affresco della vita pastorale con nostalgia accorata e rimpianti per un’Arcadia per sempre perduta.
    La realtà è molto più dura e costellata di sacrifici e fatiche.
    Ripercorrere la storia della cucina che ne è derivata non sempre è agevole; si incontrano non poche difficoltà poiché non esiste una documentazione sufficiente a illustrare abitudini alimentari e piatti comuni del territorio.
    L’indagine si è sempre svolta tra almanacchi e ricettari della nonna conservati in quaderni ormai logori e spesso imprecisi. Una ricetta su come preparare il budino di latte di pecora e mosto cotto è stata ritrovata tra le lenzuola di un prezioso corredo da sposa del 1842.
    La cucina dei nostri territori, pur nella consapevolezza che le ricette antiche o di recente passato hanno subito mutamenti, ha conservato la sua originalità legata alle tradizioni della gente e dei suoi costumi, all’uso dei prodotti che nel tempo e nei luoghi diversi hanno formato la struttura portante del nostro patrimonio gastronomico.
    Sono stati proprio i prodotti, vegetali o animali che siano presenti sul territorio secoli dopo secoli, più che le memorie, a dare continuità alla nostra cucina.
    Pensiamo alla pastorizia iniziata in Abruzzo prima ancora dell’agricoltura e ancora oggi esercitata in molte aree delle montagne:
    Farindola, San Giorgio, Leofara, Ovindoli ecc. Sono allevamenti per lo più stanziali ma non meno ben curati.

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